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il canocchiale rovesciato
A volte mi chiedo se l’analisi mi faccia bene. Velo dopo velo, sbuccio lentamente me stessa come una cipolla. Prendo atto, comprendo, giustifico, mi infervoro, mi commuovo, mi incazzo. Ma più ci metto le mani dentro e più capisco quanto la strada sia lunga e difficile. Più tolgo e più mi sembra di indebolirmi. Vorrei tornare indietro a quando pensavo di avere avuto un’infanzia felice. A quando amavo mio padre come l’uomo più affascinante del mondo. A quando mi portavo a letto qualcuno almeno ogni tanto. A quando pensavo di essere la più romantica e incompresa delle donne… Ci sono momenti di particolare difficoltà, in cui non mi sembra di procedere in nessuna direzione che divento piccola piccola come se mi guardassi attraverso un canocchiale rovesciato. Così piccola, quasi invisibile, nessuno mi vede, le mie forze praticamente azzerate da cotanta matassa da sbrogliare. E poi sempre più rari momenti in cui sto bene e allora di nuovo il canocchiale è per il verso giusto e io sono inquadrata grande e forte… Piccola, grande, piccola piccola, grande, piccola, piccola, piccola… Domani mi aspetta l’analista.
Add comment Maggio 30, 2008