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E sù!
Sta cazzo di analisi mi affossa. Qua bisogna ricostruire, ricominciare dal positivo, ripartire dal principio di realtà. La nonna l’altro giorno mi ha detto: “fattene una ragione tuo padre non verrà come un principe azzurro in sella ad un cavallo”. Hai capito la nonna… bella pezza. Comunque ha ragione. Ma che davvero mi devo ridurre ad un essere asessuato, informe e dunque inamabile?! Il principio di realtà più potente è il corpo, il mio corpo. Di nuovo donna, libera da attese, prigioni, aspettative e principi azzurri. Mio padre è l’uomo più affascinante del mondo ma non sa cosa si è perso a preferirmi sempre quei suoi studenti o sua sorella. PdG mi piace da ossessionarmi ma è un ricco viziato che vuole piegare la realtà (e le donne) a suo piacimento. Li amo, li amerò, li avrò amati. Ma soprattutto devo riempire me stessa di amore. Lo so, banalità da manuale di psicologia ma da qui non si scappa. E a piccoli passi ci provo, perché questa volta è diversa da tutte le altre. Sento forte il richiamo del corpo, voglio rimanere concentrata. Che poi che strano, sono uscita dalla nonna dopo averle raccontato che con PdG mi sembrava di non avere più nulla da dire, che le nostre conversazioni fossero fatta da scatole chiuse, decise da lui. E qualche ora dopo PdG, manco avesse le antenne, mi chiama e comincia a rompere qualche scatola, a chiedermi delle cose su di me, ad ascoltarmi a lungo. Niente di magico ma almeno so che anche lui si rende conto quando qualcosa non va. Adesso stiamo progettando una cosetta insieme: un viaggio-lampo a sentire un po’ di musica, raggiungendo altri amici. Io un po’ stringo perché mi ricorda qualcosa del passato ma ora basta: questa volta è diversa da tutte le altre. E sù!
Add comment Giugno 13, 2008