Posts filed under 'alienazione'

Però non ha senso

Sono ossessionata da Pagliaccio di Ghiaccio. Non ha senso, non ha senso, non ha senso. Eppure quando vedo lui sento la scossa. Vedo la luce. Mi scorre il sangue nelle vene. Che credevate che la depressione mi fosse venuta per il lavoro? Pfui. La causa scatenante è l’ossessione che provo per lui. Il grado di ansia che mi crea il non sentirlo o sapere di lui tramite gli amici. Provo disperazione, gelosia, rabbia e attrazione. tutte insieme come una miscela per esplosivi. Però non ha senso. Non ha senso perché il piano della realtà si sta separando sempre più da quello dell’ossessione. Tutti gli amici mi sconsigliano e anzi mi sembrano celare un certo imbarazzo come se avessero a che fare con una demente che fino a ieri conoscevano come una persona intelligente. E’ un ragazzino, un po’ coglione, un po’ matto, non mi guarda come donna, forse approfittatore, forse sopraffattore insomma lascia stare, dimenticalo. Come se fosse facile. Io lo trovo irresistibile! A peggiorare il tutto anche una rinnovata lucidità: il sapere che il non avermi corrisposta l’ha reso il protagonista perfetto e definitivo della mia ossessione. Una sorta di figura paterna, l’ur-amore che mi dice ancora una volta NO. Uh che bello! E’ proprio l’amore come lo conosco io, ti sarò fedele fino alla morte o fino a quando mi dirai SI. Che poi tanto è la stessa cosa. Resisto. Mi rifiuto di annullarmi in un uomo. Cerco di recuperare il principio di realtà ma i piedi di argilla si sfaldano sempre sul più bello. Cado.

Add comment Giugno 5, 2008

Notizie dal fronte

Il ritorno al lavoro dopo un fine settimana lungo è stato come un mignolo del piede contro la zampa della poltrona. Un dolore immediato che si ripercuote come una scossa elettrica per tutto il corpo. Ogni volta, ogni santissima volta pensi di essertelo rotto. E invece no, niente di rotto, niente di irrimediabile solo un dolore della miseria e una stronza di poltrona contro cui inveire. Il mio lavoro mi piace, sia chiaro. E’ solo che stiamo passando un periodo di crisi e qui dentro si soffoca. Un buon humus per sentirsi male. La neritudine è calata all’istante, una depressione di quelle con i fiocchi. Lavoro niente, solo pensieri pesanti che si affollano. Com’è la depressione? Che forma ha? Che aspetto prende? Io me la immagino come un vuoto pneumatico in cui non trovo appigli. Dovunque mi giri non c’è salvezza o sollievo. Neanche il mondo intorno nella sua prosaicità mi aiuta. Guardo le nuvole, gli alberi, la gente che passa dicendomi che tutto prosegue, che i miei passi sull’asfalto sono l’unica cosa che conta. Tengo duro, stringo i denti. Mi sento come un fottuto salmone che risale controcorrente. Oppure un marines che striscia con i gomiti nel fango. E poi vengono i pensieri autolesionisti. Voglio farmi del male. Se ci riuscissi mi graffierei ma in mancanza di questo mi butto sul cibo e attutisco per 10 minuti la bestia. Divano, televisione e cibo spazzatura leniscono il dolore. E’ la mia cuccia calda, quella che mi porterà a morire soffocata se non trovo il modo di cambiare. Sono ancora in trincea e la guerra non accenna a spegnersi.

Add comment Giugno 5, 2008

il canocchiale rovesciato

A volte mi chiedo se l’analisi mi faccia bene. Velo dopo velo, sbuccio lentamente me stessa come una cipolla. Prendo atto, comprendo, giustifico, mi infervoro, mi commuovo, mi incazzo. Ma più ci metto le mani dentro e più capisco quanto la strada sia lunga e difficile. Più tolgo e più mi sembra di indebolirmi. Vorrei tornare indietro a quando pensavo di avere avuto un’infanzia felice. A quando amavo mio padre come l’uomo più affascinante del mondo. A quando mi portavo a letto qualcuno almeno ogni tanto. A quando pensavo di essere la più romantica e incompresa delle donne… Ci sono momenti di particolare difficoltà, in cui non mi sembra di procedere in nessuna direzione che divento piccola piccola come se mi guardassi attraverso un canocchiale rovesciato. Così piccola, quasi invisibile, nessuno mi vede, le mie forze praticamente azzerate da cotanta matassa da sbrogliare. E poi sempre più rari momenti in cui sto bene e allora di nuovo il canocchiale è per il verso giusto e io sono inquadrata grande e forte… Piccola, grande, piccola piccola, grande, piccola, piccola, piccola… Domani mi aspetta l’analista.

Add comment Maggio 30, 2008

Sono annoiata anche io

“Sai, oggi sono annoiato”, mi dice su MSN quello giovane e bello, il surfista con i capelli scuri che gli scendono sugli occhi. Io so già dove vuole andare a parare. Un po’ di sesso virtuale con una donna più grande di lui potrebbe, almeno in parte, ravvivare la sua giornata. Studia psicologia, lo intrigano le situazioni complicate. Ma non è abbastanza strutturato per capire che anche io potrei essere annoiata dalle solite cose. Prima vuole sapere se mi piacciono gli uomini poi mi fa stendere “virtualmente” sul lettino. Certo caro, certo. Ecco mi stendo. Poi mi chiede quali sono le mie fantasie erotiche. Sono già molto annoiata. Il film è sempre uguale. Le mie fantasie… come se io gliele potessi scodellare su due piedi o su un lettino virtuale. Come se io fossi il suo giocattolo che si arrapa a comando. No. Io non te le dico le mie fantasie. Primo: perché non hai fatto NIENTE per indurmi a confessarle. Ecchecavolo, almeno un po’ di applicazione. Secondo: perché sebbene condividere le fantasie possa essere una cosa sana e divertente (non c’è femminile che non ci martelli su questo punto), sono comunque una mia ricchezza segreta e delicata. Proprio per questo me le gioco in un contesto più concreto. Terzo: forse ho finito le fantasie. Amen.

Add comment Maggio 28, 2008

Diario di un’aliena

Sono l’unica donna al mondo che non riesce a trovarsi uno straccio di uomo? Sono più brutta di quello che appaio in foto? C’è un segreto orribile che mi riguarda e che nessuno, neanche gli amici più intimi, riescono a svelarmi? E se non sono il mostro di Lochness fatta donna allora dov’è l’inghippo? sono in analisi. Speravo di capirci qualcosa di più ma qui la storia si complica e basta. Intanto non faccio sesso da più di un mese e youporn non si regge più. Che fare? Le ho provate tutte ma l’unica sembra NON stancarsi mai di provare. E’ che io sono un po’ stanca. Ah forse è colpa della pancia, m’è venuto un girovita da paura… meno male che ora vanno le magliette drappeggiate. Almeno un po’ di camouflage qua e là. Questo è il diario della mia alienazione inconfessabile. Solo la mia analista lo sa. Per tutti gli altri sono una delle donne più brillanti del pianeta. Frotte di uomini cadono ai miei piedi pur di avermi come AMICA. Legioni di giovani donne mi prendono ad esempio. E io intanto vado a letto da sola da troppo tempo. Questo è un diario alieno e alienato perché così mi sento. Senza contare che gli alieni mi sono sempre stati simpatici (quelli di Mars Attacks poi!). Anonimo per essere sincero fino in fondo. Sfigato perché alla fine sono i miei fantasmi e non si sa a voi che ve ne frega. Eppure è anche una domanda: sono io l’unica aliena sulla terra o c’è qualcun’altro?

4 comments Maggio 26, 2008


i protagonisti di questo blog

LA NONNA
E' la mia analista. Risiede in una stanza piena di pizzi e merletti, pupazzetti e fantasie floreali. E' ricca di consigli possibilisti e di buon senso. Sogno segretamente di passare al suo collega maschio.
PAGLIACCIO DI GHIACCIO
La mia ossessione sotto forma di uomo. Un po' buffone, un po' algido re. Bello in ogni sua parte, anche le maniglie sui fianchi. Nato lo stesso giorno di mio padre, devo aggiungere altro?!

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